“Il soldato ferito, la maestra e il fabbro”

Intervistatore Data intervista Intervistato Età intervistato Protagonista della memoria
Francesco Prosser 3 gennaio 2015 Andrea Prosser 54  Enrico Prosser e Silvia Bresciani

Il mio nonno era nato a Rovereto nel 1888, all’età di 26 anni, nel 1914 venne chiamato alle armi assieme agli altri due suoi fratelli e inviato a combattere in Galizia, regione che attualmente fa parte della Polonia. Rovereto a quel tempo faceva parte dell’impero austroungarico. Mio nonno partì per il fronte dalla stazione di Rovereto col treno. Combatté sul fronte orientale e venne ricoverato in vari ospedali sparsi all’interno dell’impero. Riuscì a tornare a Rovereto nel 1919 a guerra finita, anche i suoi due fratelli riuscirono a tornare a casa.

Mia nonna Silvia era nata ad Arco nel 1886 e quindi era austriaca anche lei. Quando scoppiò la guerra con l’Italia dovette abbandonare la sua cassa perché trasferita nel campo profughi di Braunau dove, dato che lei era maestra, insegnava il  tedesco ai bambini dei profughi di lingua italiana. In quegli anni prestò servizio anche in alcune famiglie austriache come maestra di italiano; una di queste famiglie, conosciuta prima della guerra presso l’attuale trattoria Belvedere di Varignano di Arco, era nobile.

P.S.

L’altro mio nonno nato a Rho (MI) subito dopo la fine della guerra iniziò con la sua piccola impresa l’opera di ripristino delle campane delle chiese, partendo dalla Valle di Ledro. Tale lavoro si era reso necessario in quanto negli anni della guerra le campane erano state utilizzate, facendole fondere per ricavarne il bronzo, per la costruzione dei cannoni.

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